Smau 2007

Smau 2007Lo Smau 2007 chiude i battenti in questa giornata. Sono già diversi anni che non andiamo più alla maggiore fiera sull’Information Technology che abbiamo in Italia. Dal 1986, anno in cui ci siamo costituiti, l’appuntamento a fine settembre era una tappa d’obbligo per rendersi conto di che direzione avrebbe preso il mercato nell’anno a venire, o per vedere dal vivo le ultime novità appena lette nelle riviste di informatica di luglio e settembre, e normalmente in quella sede si facevano gli ordini per il periodo natalizio. Oggi non è più così a causa dell’avvento di internet e  quindi di una più capillare informazione e della politica seguita dai vertici dello SMAU il cui obbiettivo principale era di avere un afflusso di visitatori sempre più massiccio  quindi favorendo di fatto l’assalto da parte di scolaresche e di curiosi dei padiglioni della fiera anche nei giorni dichiaratamente riservati ai soli operatori del settore. Gli inviti venivano elargiti a pioggia e mi ricordo che a settembre venivano tante persone a chiederci se avevamo inviti da dare. Questo ha progressivamente stravolto una mostra dedicata principalmente ad operatori del settore trasformandola in un evento destinato al grande pubblico. Per parlare con uno standista o per vedere da vicino prodotti interessanti molte volte dovevamo fare lunghe file, spesso inutili in quanto brochure e volantini erano già terminate e la persona non aveva molto tempo da dedicarti in quanto subissata dalle persone e, dopo il secondo giorno già con l’esaurimento nervoso conclamato. Questo ha inoltre progressivamente allontanato aziende e grossisti interessati a stringere nuovi rapporti commerciali (vero core business di Smau) in favore di realtà più orientate alla vendita al dettaglio.
Leggo sul sito ufficiale di SMAU i dati per quest’anno:  476 espositori, 35000 mq di spazio fiera e 45000 visitatori. Con Google ho cercato i dati del  2001: allora lo Smau aveva uno spazio di 135mila mq e oltre mezzo milione di visitatori, infatti  già in quegli anni la fiera si era trasformata in un gigantesco megashop informatico,  il divieto originario di effettuare vendita al dettaglio si era progressivamente annacquato sino a sparire definitivamente. In quegli anni  già molte aziende importanti cominciavano a non essere più presenti, al massimo si limitavano a creare dei molto più economici “event” nei dintorni.
Probabilmente l’emorragia di standisti che non vedevano il dovuto ritorno economico rispetto agli ingenti investimenti per presenziare, hanno portato alla brusca sterzata di questi ultimi anni riportando la fiera alle regole degli anni ottanta, oltre però la creazione di “mini-smau” locali.
Forse oggi e’ un po’ troppo tardi.
Forse era il momento, invece di tornare al passato di andare verso il futuro.
Creare una fiera completamente virtuale, oggi i mezzi tecnici  e la banda ci sono, utilizzare software, tipo Second Life e altre tecnologie tipo Skype per permettere agli standisti di interagire direttamente con i visitatori. Le conferenze direttamente via U-Stream o Mogulus. Ho citato questi servizi più che altro per dimostrare che le tecnologie ci sono, poi nulla impedisce di creare una piattaforma proprietaria.
L’informazione e la possibilità di contattare la potenziale clientela sarebbe moltiplicata per 100 o per 1000 e la fruibilita’ dei contenuti aumentata in maniera esponenziale,  ad esempio potrei assistere a due conferenze interessanti che però si svolgono contemporaneamente, oppure potrei studiarmi dei prodotti con calma tranquillamente in ufficio o a casa, e in qualsiasi ora.

 

Leave a reply