Linux Day 2007
Sabato 27 ottobre si è svolto in tutta italia il Linux Day, manifestazione composta da incontri e conferenze con lo scopo di promuovere la conoscenza di Linux e di tutto il software libero in genere. Qui a Grosseto, come nelle città grandi abbiamo avute ben 2 manifestazioni organizzate: una da Grolug e l’altra da Guruatwork.
Mi sarebbe piaciuto visitarle e partecipare ad alcune conferenze ma purtroppo non sono potuto andare perchè sabato siamo aperti tutto il giorno.
La diffusione di questo sistema operativo, partito dagli ambienti universitari, si e’ spostato progressivamente verso i sistemi server ed infine sta approdando sui sistemi desktop. Linux da sistema operativo per “guru” dell’informatica, si sta trasformando anche in software “user friendly” e comincia conquistare quote significative di installato anche nelle abitazioni.
La filosofia con cui si è sviluppato è quella di permettere a chiunque di modificare e migliorare il codice con cui e’ costituito e di condividerlo con altri, ed ognuno, in base alle proprie conoscenze e competenze, può contribuire al miglioramento a differenza dei software proprietari, come Windows ad esempio, in cui questo viene negato e osteggiato. Non voglio fare il solito pappone ripetendo che l’open source e’ bello e buono e Microsoft e’ brutta e cattiva :). Mi interessa di piu’ osservare che, storicamente, i sistemi e le idee condivisi alla lunga hanno ottenuto diffusione e successo commerciale e sono sopravvissuti rispetto a i loro omologhi “chiusi”; in tutti i campi.
Tanto per citare un paio di esempi: Negli anni 80 ebbe un enorme successo l’Apple II che fu il primo computer “aperto”, ovvero espandibile e costruito con componenti elettronici standard a differenza della concorreza di allora. Altrettanto capitò poi per il Personal Computer della IBM che, copiando la stessa impostazione e permettendo a terzi di costruire pc compatibili, conquistò fette di mercato sempre piu’ grandi a svantaggio di Apple che non seguì la stessa politica anzi, impedì per quanto possibile la costruzione di “cloni” della sua macchina, infatti con i modelli successivi cominciò ad utilizzare massicciamente elettronica proprietaria. Vorrei sottolineare che allora era all’avanguardia nel software grazie alla sua semplicita’ d’uso. Basta pensare che nel 1984, quando cominciarono ad apparire i primi MacIntosh, essi avevano un sistema operativo a Icone molto simile a quelli che usiamo oggi, mentre in ambiente MS/DOS IBM le prime versioni di Windows erano praticamente inutilizzabili.
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Wordstar Ms-Dos |
Finder 1.1 per MacIntosh
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Infatti per chi per lavoro si occupava di grafica o di editoria, l’acquisto di un sistema della Apple era praticamente obbligato. Oggi e’ normale per tutti che, quando scriviamo o disegnamo con il computer, la stampa del nostro lavoro sia fedele e corrispondente. Allora non era così: per impaginare un testo andavano usati dei codici speciali e molte volte capitava che un documento doveva essere “aggiustato” più volte perche’ la stampa differiva in maniera evidente da quello che avevamo impaginato schermo, con notevole perdite di tempo soprattutto per documenti complessi. Apple passando da un sistema a caratteri e uno grafico ha risolto brillantemente questo problema.
Chissà chi ricoprirebbe il ruolo che ha oggi Microsoft se Apple avesse utilizzato una politica commerciale diversa focalizzandosi soprattutto sul software e lasciando aperti i suoi sistemi hardware?
Altrettanto accadde all’inizio con i primi videoregistratori da casa. C’erano in ballo 3 sistemi diversi: Il Betamax della Sony, qualitativamente migliore, il Video2000 della Philips che utilizzava cassette poco piu’ grandi di quelle VHS ma sfruttabili da entrambi i lati e con un fermo immagine perfetto, e infine il VHS di JVC con una qualita’ video peggiore dei concorrenti. Il resto e’ storia, vinse il VHS, quello tecnicamente peggiore, in quanto JVC condivise il brevetto con altri soggetti , sia produttori che case cinematografiche. La sua diffusione porto’ un abbassamento dei prezzi innestando un circuito virtuoso che spazzò via tutta la concorrenza in due o tre anni.
Questo e’ dato dalla spinta del genere umano a condividere e a donare cio’ che si ha e si fa, porta a risultati grandi e importanti perche’ si innesta anche qui un circolo virtuoso in cui chi puo’ aiuta. Ho letto da qualche parte che lo sviluppo di Windows Vista ha richiesto un investimento superiore a 10 miliardi di dollari. Intendiamoci, in area desktop secondo me ancora i prodotti Microsoft sono i migliori dal punto della amichevolezza e della compatibilità: se l’installazione Linux e’ oramai facile e alla portata di tutti, i problemi possono magari nascere quando essa non riesce a configurare tutto e necessita di un intervento da parte dell’utente.
Il software libero non e’ però solo Linux. Ci sono moltissimi progetti in corso, basta guardare realtà decisamente rilevanti come Open Office o Sourceforge o progetti come Wikipedia destinato alla condivisione della conoscenza che, seppur con inevitabili problemi organizzativi, rappresenta forse la maggior raccolta del sapere umano; basti pensare a che comprende piu’ di 2 milioni di articoli per la versione inglese e i circa 360mila di quella italiana.
Ma non basta.
L’evoluzione ha portato ora allo sviluppo di quello che viene chiamato Web 2.0, dove vengono create delle web application aperte che consentono alle persone di interoperare tra di loro, una per tutte Facebook valutata 15 miliardi di dollari (Microsoft in questi giorni ha comprato 1.6% della società per 240 milioni), Flickr, Myspace o Youtube per i video, oramai conosciuto anche da chi internet non lo usa. Non posso però non citare comunque i vari sistemi di file-sharing tipo E-mule o Bit-Torrent (entrambi aperti) che raccolgono milioni di utenti in tutto il mondo e che basano la loro diffusione sul principio della condivisione. Al di là delle implicazioni legali circa il materiale protetto da diritto d’autore, se gli utenti cercassero solo di prendere e non condividere il sistema non potrebbe nè reggersi nè diffondersi.
Anche queste pagine che leggete risiedono e vengono redatte su un sistema completamente open source e lo scopo principale di questo blog al di la di implicazioni commerciali è proprio quello di condividere conoscenze e idee.

