Quanti ricordi. 30 anni fa l’informatica…..

 

Stasera vedevo questo video su repubblica.it. Quando ascoltai questa canzone l’informatica personale era alle prime armi.
Oggi l’oggetto del desiderio puo’ essere l’ultimo “telefoninopalmarecomputerlettoremp3contantigigaram”.

Allora invece chi aveva questa passione aspirava alle calcolatrici della Texas Instruments, le mitiche Ti 57, di prezzo elevato ma con qualche sacrificio abbordabili magari sommando il regalo di Natale a quello del compleanno, che avevano 50 byte di memoria e ben 8 registri.

C’erano anche le calcolatrici HP programmabili, ma erano decisamente fuori portata per degli studenti delle prime classi delle scuole superiori come noi.

Tra gli appassionati di allora le discussioni erano se era meglio il SOA (Sistema Operativo Algebrico) delle Texas, o l’RPN (Notazione Polacca Inversa) delle HP. Entrambe avevano dei tasti molto duri da premere: erano le prime tastiere a bolle, la cui evoluzione ha portato a quelle di oggi.

Texas TI-57 HP-41C

Le riviste di computer come le conosciamo oggi non esistevano proprio, infatti chi pubblicava i primi articoli di informatica erano le riviste di elettronica o quelle per radioamatori.

Un mio amico che frequentavo allora ordinando pezzi un po’ qua e un po’ la riusci’ ad assemblare il primo abbozzo di personal computer, mi pare si chiamasse “PicoComputer” pubblicato in vari mesi dalla rivista “Elektor”.

Il progetto era di un computer modulare composto di varie schede tutte connesse tra di loro tramite una scheda con dei connettori a pettine.

Il processore era a 4 bit e la rom era composta da una Eprom di 2 k, programmata a mano in esadecimale tramite una tastiera simile a quella di una calcolatrice e un display a cifre rosse di 5 o 6 digits copiando il listato da una pagina della rivista stessa. Il progetto ando’ avanti sino ad avere una vera e propria scheda video con 1 kbyte di ram. Mi ricordo l’entusiasmo di vedere quell’oggetto funzionare dopo tanti patimenti dati sopratutto dalla scarsa qualita’ degli zoccoli usati che provocavano dei falsi contatti sulle memorie. Ci aiuto’ la pratica fatta nel riparare i telecomandi dei televisori che allora erano in gran parte ancora ad ultrasuoni e non a infrarossi portati dai clienti del padre del mio amico che aveva un laboratorio TV.

Sono passati trent’anni ma e come se praticamente si stesse a parlare della preistoria :D.

 

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