SSD, prima delusione.
La tecnologia SSD degli hard disk allo stato solido insieme a quella OLED degli schermi lcd avrebbe dovuto rappresentare, in base a quello che leggevo qualche tempo fa, uno di quei “salti generazionali” che avrebbero dovuto finalmente riuscire ad allungare la durata delle batterie dei portatili di fascia media, che nonostante l’evoluzione, la tecnologia non e’ riuscita a migliorare sensibilmente. Un portatile dotato di entrambe le tecnologie doveva, secondo le aspettative avere prestazioni e soprattutto autonomie molto piu’elevate perche’ entrambe avrebbero dovuto permettere un notevole risparmio energetico.
Per quanto riguarda i dischi allo stato solido i costi ormai cominciano a diventare abbordabili tanto che OCZ ha reso disponibili per il mercato di massa i primi prodotti con prezzi che partono da 100 dollari in su (modello da 32 gb).
Tom’s Hardware, sito americano famossissimo per le sue prove e recensioni ultimamente ha pubblicato un confronto tra un buon disco fisso magnetico tradizionale per notebook e una serie di dischi allo stato solido di varie marche. Dal punto di vista delle prestazioni i nuovi dispositivi non hanno deluso, mentre inaspettatamente nei test si e’ rilevato che “accorciavano” la durata della batteria addirittura di piu’ di un ora.
Probabilmente con il tempo questi dati miglioreranno, ma per ora, salvo utilizzi “mission critical” dove le prestazioni e la resistenza agli urti e vibrazioni e’ indispensabile, conviene rimanere fedeli ai vecchi dischi magnetici.
